appunti, spunti e amenità varie...
Bisogna rappresentare la vita non come è né come dovrebbe essere ma come essa ci appare nei sogni (A. Checov)

chiacchierona, egocentrica, esageratamente pignola e puntigliosa, permalosissima, sufficientemente nevrotica, normalmente egoista, scarsamente autoironica, eccessivamente curiosa, leggermente presuntuosa, poco intraprendente, implacabilmente puntuale, un po’ fifona, irrimediabilmente stonata, vagamente ambiziosa, costantemente indecisa, troppo magra, ma assolutamente sincera, gran sognatrice, decisamente romantica, piuttosto sorridente, con un ottimo senso dell’orientamento e un elevato senso del dovere, correttamente ecologica, moderatamente allegra, golosa quanto basta, sufficientemente disponibile, appassionatamente grafomane, capace di arrossire, lievemente timida, affidabile e discretamente elegante...
Aforismi
Alderaban
Alex_Vr
Amici pallavolo
Anonimok
Aretha
Audrey Hepburn
Beppe Severgnini
BiblioTèq
Bozzetto
Brad Mehldau
Buongiorno
Ciccio
Cineipsedixit
Cosa cucino?
Crosta
Dicoatomiko
Dolcisussurri
Donnagatto
ehvvivi
F.G.
Figliodinessuno
Francesco Parisi
Get Fuzzy
Gialucrezia
GrigioAzzurro
il blog di mario
Improveverywhere
La tenda rossa
le foto di Agense
le foto di Neogene
le foto di Saraesse
Mappi
Mister Q
MonicaBionda
Muji
Neogene's corner
Nonsologeomangio
NoodlesD
OfficineVereia
Pimms
Prete
Quoyle
Report
Robynia
scegliere, il blog delle scelte responsabili
Snoopy
The sartorialist
Umarells
VerbaVolant
Verso sud
Written on the city
Zac
Zdaure...
visitato *loading* volte
Ciò di cui ha bisogno l'uomo è la memoria dell'asino che mai scorda dove mangia (Sofocle)
C'è un profumo/odore che, più di ogni altro, è indissolubilmente legato ai ricordi e alla memoria della mia infanzia. Non è l'odore del Das con cui a scuola ci facevano fare i regalini per la festa del papà (in tempi rigorosamente anti-Sirchia era quasi sempre un posacenere): oggi ho scoperto che gli si avvicina molto l'odore di una crema farmaceutica, ma non è la stessa cosa. Non è nemmeno il profumo della saponetta Lux che veniva trasformata in un ameno cestino per la festa della mamma, infilzando i bordi della scritta con una serie di spillini e avvolgendola in un nastrino rosa. Non è nemmeo l'odore dei pennarelli Carioca che si sentiva quando toglievi il tappino dietro e per colorare le zone più grandi usavi direttamente il tampone imbevuto di colore, che poi ti lasciava le dita macchiate di verde prato e azzurro cielo e se te le mettevi in bocca (e te le mettevi in bocca, sempre) scoprivi che a quell'odore amarognolo corrispondeva un sapore ancora più amarognolo.
No. Il vero, irripetibile profumo dell'infanzia è solo uno: l'odore della coccoina. Quella nel baratolino di metallo argentato, con la scritta blu sull'etichetta di carta e con il pennellino con le setoline per spalmare, mica quella patoletta di plastica che ti danno ora e che si rompe appena premi un po' troppo. Quella che se la lasciavi aperta 10 minuti si seccava subito e se insistevi poi diventava un unico blocco cementato con tanto di cretti e crepe, ma non si buttava lo stesso: ogni tanto la aprivi per vedere se, come per il sangue di San Gennaro, qualche miracolo l'avesse riportata alla sua forma morbida - cosa che non accadeva mai - e almeno potevi annusarne, intatto, il profumo. Quella che se, invece, ti si seccava con il coperchio chiuso per provare a riaprirlo ti serviva uno scalpello. Quella che in classe, se si scatenava qualche battaglia, veniva usata come proiettile e se ti beccava in testa faceva anche male. Quella che aveva mio nonno sulla sua ordinatissima scrivania, fra la foto dei bisnonni e il portapenne con la matita mezza rossa e mezza blu. Quella che adesso la fanno in una scatolina di plastica rossa, più piccola dell'originale, che non si secca più tanto facilmente e a ben annusare non ha nemmeno lo stesso profumo. Insomma, quella che qualche tempo fa un negozio di carte pregiate della mia città ha usato come "complemento d'arredo" (chissà dove sono andati a pescare tutti quei barattolini argentati...) e tutti quelli di una certa età che entravano si guardavano furtivamente intorno e quando il commesso si distraeva - invece di cercare, quaderni biglietti e rubriche - aprivano velocemente il barattolo, annusavano sorridenti ad occhi chiusi e se poi dopo incrociavano lo sguardo di qualcun'altro intento nella medesima operazione un dialogo muto pieno di ricordi attraversava i loro pensieri... ah, il profumo della coccoina!

La morale è ciò che resta della paura quando la si è dimenticata (Jean Rostand)
Sabato sera qualunque, caldo e 'piccicoso, dopo un pomeriggio inutile e nervoso al lavoro: al cinema vicino casa non danno niente di interessante, la tv non offre nulla, Angeli e demoni proprio non riesce ad appassionarmi... bè, la decisione è presto presa: alle 22.30 getto la spugna e me ne vo a nanna. Chiudo le persiane per non far entrare la luce all'alba domattina e sento un rumore fra le frasche del giardino: sarà un gatto - penso - magari lo stesso che faceva tutto quel rumore sempre fra le frasche qualche sera fa, fammi un po' dare un'occhiata. Alzo piano uno scuretto, sbircio e non è un gatto, ma un tipo: sarà il figlio della vicina - penso - che magari annaffia il prato... già, se non fosse per qualche particolare: a) non sta annaffiando, b) la vicina ha un sacco di ghiaia, ma nessun prato c) la vicina non ha un figlio!
Cavolo! È un tipo che se ne sta bel bello in piedi in mezzo alle frasche del nostro giardino a scrutare a destra e a sinistra! E adesso che faccio? Urlo? Chiamo aiuto? Faccio finta di niente? Eh, no, a me che questo se ne stia così a scrutare le finestre illuminate fra le nostre ortensie a due metri dalla finestra della mia camera proprio non va giù. Lo scruto quella frazione di tempo giusta per imprimermelo bene in testa (capelli scuri, spiaccicati col gel, pelle scura o almeno abbronzata, maglietta gialla davanti e con le maniche scure, magro, giovane) e poi urlo: proprio così, un urlo bello e buono, con un tono tipo "Ehi, tu, ma che c...o fai?". È un attimo: si gira, mi vede, mi fissa negli occhi (giuro, per un microsecondo mi ha guardato dritto negli occhi e non è stata una bella una cosa) e si tuffa fra i fiori: un lampo, un fulmine, un non-so-che, non ho mai visto una persona muoversi così rapidamente. E adesso - di nuovo - che faccio? Continuo a urlare che c'è un tipo in giardino, chiamo mia mamma che-non-sente, ci sono tre appartamenti illuminati magari-qualcuno-si-affaccia, corro dalla parte opposta della casa, accendo tutte le luci del giardino, spalanco la portafinestra, nessuno-si-affaccia, un motorino sgasa e parte a tutta velocità proprio in quell'istante, arriva la mamma che-sente-ma-non-capisce-cosa-c'è-da-urlare, gli urlo che c'è un tipo in giardino, controllo da debita distanza con una torcia, ma ormai fra le frasche non c'è più nessuno, tranquillizzo la mamma che-adesso-sente-e-capisce-cosa-c'è-da-urlare, richiudo tutto, chiamo il 112, spiego tutto ("buonasera, ho un problema, c'è un tipo nel mio giardino", "scusi, ma adesso l'uomo è ancora lì?" "e che ne so, mica sono andata a controllare da vicino! "ah, stia tranquilla, mandiamo una pattuglia... ma lei è sola in casa?"), arriva la pattuglia, facciamo il sopralluogo, del tipo nemmeno l'ombra, "signorina, ma l'ha visto in faccia? bè, certo, se l'ha visto solo un attimo. Ah, si ricorda il colore dei capelli? ah, e si ricorda anche com'era vestito? ah, ma come sarebbe a dire una maglietta a due colori? gialla? ma gialla in che senso? ah, ma a dove è scappato?" e poi documenti, verbalino e "ci richiami se succede qualcos'altro, senza indugi".
E chi indugia: solo, mi sa che era meglio se me ne andavo al cinema.

Io non so chi è che ha inventato la Bossa Nova, però ci sono dei giorni in cui magari c'è il sole; in cui magari le vacanze non sembrano poi così lontane; in cui anche il fine settimana è vicino; in cui sai che ce la puoi fare a sopportare unaltro giorno e mezzo di lavoro per poi riposarti; in cui in fondo c'è poco di veramente bello, ma nemmno troppo di veramente brutto; in cui anche il parrucchiere ti azzecca taglio e colore giusti; in cui magari i fiori del giardino profumano e gli uccellini cantano. Dei giorni, insomma, in cui a chi ha inventato la Bossa Nova bisognerebbe fargli un regalo, perché è la colonna sonora che cercavi e ti fa stare meglio...

Il vero viaggiatore è colui che non sa dove sta andando (Lin Yutang)
L'ho fatto, l'ho fatto!!! Dopo tanto rimuginare avevo finalmente preso una decisione: quest'anno si cambia, basta vacanze nel solito posto, si fa un bel viaggetto. Un paio di mesi fa ho iniziato a chiedere agli amici, mi sono documentata, ho gironzolato su Internet, ho letto una guida, comprato un paio di riviste: il posto era quello, il periodo pure, insomma doveva solo apparire in rete il viaggio da prenotare. Per farla breve: ieri il viaggio, finalmente, c'era e quella che fino a quel momento poteva essere solo un'idea si è trasformata in realtà. Galvanizzata dalla visione della puntata di «W la Ricerca» su Raitre (che, qualora ce ne fosse stato bisogno, mi ha ancor più convinta della necessità di allontanarmi un po' da questo paese, fosse anche solo per una vacanza) mi piazzo davanti al pc, entro nel sito, scelgo la scheda e inizio a compilare: nome, cognome, indirizzo, telefono... Oddio, fammi ricontrollare, non è che per caso ho scritto un numero sbagliato? No, no, tutto ok. Vado avanti: documenti, fax, e-mail... Oddio, non è che magari ho saltato una lettera? No, no, tutto in ordine. Premo il tasto "avanti" e mi ricompare tutta la scheda compilata per il controllo. Leggo, controllo, rileggo, ricontrollo, rileggo una terza volta e ricontrollo una terza volta, è tutto a posto, ma la freccetta del mouse sta lì, pietrificata, sopra il tasto "invia" e non vuole saperne di muoversi... Oddio, e se ho sbagliato qualcosa e non me ne sono accorta?!?!? Pensa che idiozia, saltare le vacanze per un numero sbagliato... vabbè, però non posso mica stare così tutta la notte, insomma, invio? No, aspetta, fammi rivedere se per caso... no, è tutto ok... invio? Sì, ok, basta, inviato. E ora? Bè, l'e-mail di automatica di conferma arriva subito, mi sembra positivo, magari poi controllo sul sito con il codice, nel frattempo ci dormo su.
Stamattina accendo e, con aria vaga, dò un'occhiatina: vabbè, ancora niente aggiornamenti, ma sono solo le 9.00... Ricontrollo alle 12.00, così, se per caso... Niente, ma in fondo c'era scritto che la scheda del viaggio viene aggiornata ogni 24 ore, quindi... Bè, non si sa mai, verso le 16.00 un'altra occhiatina, con nonchalance la dò lo stesso... cavolo, ma... ma... ma... non ci sono!?! Oddio, vuoi vedere che ho davvero sbagliato un numero? Ora come faccio? Accidenti, lo sapevo! Cerco di non pensarci, mi butto sul lavoro, poi prima di andare via controllo anche la posta elettronica, che langue da ieri notte: c'è una mail che mi avverte che la mia prenotazione è confermata, la scheda del viaggio aggiornata. Non è possibile, ma allora perché a me non appare, c'è solo una scritta che mi dice che non esisto?!? Oddio, vuoi vedere che... no, dai, non posso essere stata così scema... fammi un po' ricontrollare... ecco, così... NO! La scheda è corretta, ci sono, è solo che SBAGLIAVO A SCRIVERE LA MIA DATA DI NASCITA!!! Vabbè, diciamo che sarà stata l'emozione... e adesso? Bè, adesso (cioè, fra un mese, ma va bene uguale)... si parte!!!

agense in Dialoghi
Crosta in Dialoghi
agense in Curriculum vitae
Romins in Curriculum vitae
monicaBionda in La storia del vecchi...
agense in La storia del vecchi...
monicaBionda in La storia del vecchi...
agense in La storia del vecchi...
MisterQ in La storia del vecchi...
agense in La storia del vecchi...
oggi
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
aprile 2008
dicembre 2007
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
marzo 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005