appunti, spunti e amenità varie...
Bisogna rappresentare la vita non come è né come dovrebbe essere ma come essa ci appare nei sogni (A. Checov)
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chiacchierona, egocentrica, esageratamente pignola e puntigliosa, permalosissima, sufficientemente nevrotica, normalmente egoista, scarsamente autoironica, eccessivamente curiosa, leggermente presuntuosa, poco intraprendente, implacabilmente puntuale, un po’ fifona, irrimediabilmente stonata, vagamente ambiziosa, costantemente indecisa, troppo magra, ma assolutamente sincera, gran sognatrice, decisamente romantica, piuttosto sorridente, con un ottimo senso dell’orientamento e un elevato senso del dovere, correttamente ecologica, moderatamente allegra, golosa quanto basta, sufficientemente disponibile, appassionatamente grafomane, capace di arrossire, lievemente timida, affidabile e discretamente elegante...
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Ogni uomo ha un suo compito nella vita, e non è mai quello che egli avrebbe voluto scegliersi (Giacomo Leopardi)
Sarà perché è una giornata più tranquilla, perché – in linea di massima – non si è stressati dal lavoro, perché una volta a settimana probabilmente dà anche gusto giocare alla massaia… insomma, fatto stà che gli esemplari migliori si incontrano il sabato mattina.
Andare a fare la spesa il fine settimana significa, senza ombra di dubbio, incappare in almeno un esemplare di homo domesticus ed alzi la mano chi nella sua vita non ne ha incontrato mai uno. La specie, lungi dall’essere in via di estinzione ma – anzi – pericolosamente in via di espansione comprende tutti quegli esemplari di sesso maschile che, vuoi per doti culinarie da sfogare, vuoi per puro e semplice diletto, vuoi per costrizione muliebre, si dedicano alla spesa.
Suddivisi nelle tre semplici e facilmente individuabili categorie di homo domesticus culinarius, homo domesticus imbranataus e homo domesticus sperimentales si incontrano in tutti quei luoghi in cui è possibile reperire cibo e altri prodotti di sostentamento più o meno fondamentali per la sopravvivenza durante un normale fine settimana.
L’homo domesticus culinarius – socievole e predisposto al dialogo, anche se generalmente dotato di una buona dose di puzza sotto al naso dovuta ad elevata (e spesso impropria) valutazione delle proprie doti culinarie – predilige, come luogo di rifornimento, il mercato rionale, i negozietti di specialità gastronomiche, l’alimentari di vecchia generazione, insomma tutti quei posti dove fondamentale si rivela l’uso di uno stile colloquiale. Trovarsene uno davanti nel turno della spesa significa generalmente ipotecare buona parte della mattinata. Meticoloso e puntiglioso fino allo sfinimento, preparatissimo su modi e tempi di cottura, a conoscenza del calendario biologico di frutta e verdura nelle sue infinite sfumature, in grado di chiedere al suo fornitore di fiducia quel particolare prodotto che si trova sul mercato solamente una settimana all’anno esattamente nella settimana giusta senza sgarrare di un secondo (gettando, ovviamente, il fornitore nello sconforto più totale nel caso venga colto impreparato a soddisfare la richiesta e determinando, nel soggetto culinarius, una crisi di nervosismo) ha la deplorevole tendenza a non curarsi della fila che inevitabilmente si forma alle sue spalle né tanto meno dei sospiri di impazienza che indicano il diminuire del tasso di sopportazione delle signore abituate a fare la spesa con frequenza tale da non farsi minimamente commuovere dall’elogio della mandorla che si coltiva esclusivamente in un podere agrigentino secondo metodi medievali né ancor meno dei commenti acidi delle vecchiette per le quali già un uomo che fa la spesa è un po’ anormale, figuriamoci poi se disquisisce del puzzone di Moena invece di chiedere un etto di formaggio come tutti! In più l’homo domesticus culinarius, pur essendo l’unico fra i tre esemplari in grado di agire senza l’ausilio della lista della spesa, è geneticamente impossibilitato a esprimere più di una richiesta per volta, di conseguenza – se, poniamo il caso, si trova di fronte al bancone della gastronomia – aspetta che il fornitore, impacchettati i
L’homo domesticus imbranataus farebbe volentieri a meno di dedicarsi alla spesa, ma a volte le circostanze glielo impongono. Volenteroso, ma scarsamente autosufficiente è limitato nei luoghi dello svolgimento delle sue azioni: il supermercato con banco ortofrutta, macelleria e pescheria è l’unico luogo dove lo si possa indirizzare, chiedere una deviazione per il panettiere potrebbe provocargli una crisi. Il soggetto riesce dignitosamente nello svolgimento del compito assegnatoli solo ed esclusivamente se supportato da specifici ausili tecnici, quali la lista della spesa o – nel più estremo dei casi – suggerimenti in tempo reale via cellulare: tentare ottimisticamente di unire le due cose, ossia fornire una lista da seguire e poi aggiungere all’ultimo minuto un surplus di spesa telefonico (“il parmigiano, ti prego, ricordati del parmigiano!”) significa, nonostante le rassicurazioni ma senza alcuna possibilità di errore, dover accettare inevitabilmente il rischio di una spesa monca. Incapace di forme autonome di scelta ed in mancanza di supporto l’imbranatus è in grado di fare irreparabili danni, ma generalmente – per una incredibile serie di coincidenze e congiunture astrali favorevoli che sono oggetto di studio – il soggetto riesce sempre ad avere nelle vicinanze una anziana signora animata da elevato spirito di pietà che si rivela indispensabile nell’istruirlo sulla fondamentale differenza esistente uno yogurt bianco light 0,1% di grassi e uno yogurt bianco. La crisi generalmente sopravviene quando la medesima signora, di fronte ad una inaspettata spavalderia al banco dell’alimentari, gli insinua il tarlo della differenza fra fiordilatte e bocconcino, ma in questi casi i soggetti più fortunati di homo domesticus imbranataus riescono ad intercettare lo sguardo rassicurante e vagamente complice del fornitore che, ovviamente, darà loro l’ultima rarissima mozzarella prodotta a mano in un caseificio della piana salernitana con latte di bufale zitelle (incredibilmente sfuggita alla spesa dell’esemplare culinarius): la moglie avrà una crisi di nervi quando controllerà il conto e la signora riderà sotto i baffi, ma l’imbranatus si sentirà autonomo, autosufficiente, rinvigorito nell’autostima, in grado di affrontare un guizzo di fantasia e – animato da uno spirito nuovo – tornerà a casa senza parmigiano ma con un etto di gamberetti marinati.
L’homo domesticus sperimentales ha la non trascurabile dote di fare della spesa un’esperienza ludica: il suo regno è l’ipermercato, dove lo scaffale dei dentifrici è lungo

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