appunti, spunti e amenità varie...

Bisogna rappresentare la vita non come è né come dovrebbe essere ma come essa ci appare nei sogni (A. Checov)

Eccomi

Utente: agense
chiacchierona, egocentrica, esageratamente pignola e puntigliosa, permalosissima, sufficientemente nevrotica, normalmente egoista, scarsamente autoironica, eccessivamente curiosa, leggermente presuntuosa, poco intraprendente, implacabilmente puntuale, un po’ fifona, irrimediabilmente stonata, vagamente ambiziosa, costantemente indecisa, troppo magra, ma assolutamente sincera, gran sognatrice, decisamente romantica, piuttosto sorridente, con un ottimo senso dell’orientamento e un elevato senso del dovere, correttamente ecologica, moderatamente allegra, golosa quanto basta, sufficientemente disponibile, appassionatamente grafomane, capace di arrossire, lievemente timida, affidabile e discretamente elegante...

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martedì, 04 dicembre 2007
Tu sonries...

Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno (Johann Schiller)
È stato un attimo, le porte del vagone che rimangono aperte, la solita attesa apparentemente senza motivo, il solito ritardo, tutte le mattine così, per fortuna che almeno si è quasi tutti seduti, poche persone in piedi... Poi, quasi all’improvviso, dagli altoparlanti sulla banchina iniziano ad uscire le note di una vecchia canzone, ritmo allegro e genericamente sudamericano ed in un secondo, come i viaggiatori che di corsa si lanciano fra le porte, entrano anche loro dentro al vagone, note saltellanti che si portano dietro vaghe immagini che credevamo rimosse di trenini che si inerpicano su per le Ande, bambini sorridenti vestiti con poncho colorati, aromi tostati, ma guarda tu che brutti scherzi che fa a volte la maledetta pubblicità, pensiamo di non vederla e invece… Quasi senza accorgersene tornano in mente parole sconosciute, un ritornello cantilenante, il piede inizia battere impercettibilmente il ritmo, quel ragazzo che legge il giornale allunga una gamba e i fogli iniziano a muoversi a tempo, una signora canticchia a mezza voce le parole, un’altra socchiude gli occhi ondeggiando piano, chissà a che cosa sta pensando, occhi che si alzano e si incrociano trovando lo stesso sorriso sui volti vicini, sarà che fuori fa freddo e invece qui, durante quest’attesa immotivata, dentro a questo vagone stranamente musicale forse stiamo tutti sognando paesi lontani, o magari anche solo una tazza di caffé caldo e per una volta, una sola volta, per un attimo, dividiamo con i nostri compagni di viaggio non spintoni e lamentele, sbuffi e mugugni di chi è costretto tutte le mattine ad iniziare la giornata già di malumore, ma una nota allegra, un sorriso, un “prego, si accomodi” che il malumore anche se per poco lo allontanano, invece del solito “scusi, può andare più avanti, non vede che non c’è spazio?” e uffa, sempre in ritardo, ma guarda questa come si è messa… Ma è cosa rara un sorriso la mattina e sarà per questo che incredibilmente, quando all’improvviso le porte si chiudono e il treno riprende la sua lunga corsa infilandosi nel tunnel buio lasciando indietro sulla banchina note e caffé e trenini, nonostante l’attimo di smarrimento e di delusione che ci coglie, qualcuno - senza pensare al freddo, al traffico, all’inverno che aspettano fuori - il sorriso continua a tenerselo stretto lì, sulle labbra, continuando a sognare…

Postato da: agense a 15:35 | link | commenti (13) |



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